BOOK PRIDE 2018 (e book haul)

Come per Tempo di libri, quest’anno non mi sono voluta far mancare il Book Pride, ossia la fiera dell’editoria indipendente al Mudec di Milano.
Anche per questo evento il mio bilancio è positivo, ma il portafoglio non ne può più e continua a pregarmi di smetterla di comprare libri e darmi all’eremitaggio (così da avere il tempo effettivo per leggerli).

Interventi di ogni tipo sul tema “tutti i viventi” e due piani di stand con editori più o meno noti nel panorama indipendente mi hanno tenuta impegnata per un pomeriggio. Fra le presentazioni di nuove pubblicazioni, vino e vodka offerti ai lettori – perché si tratta pur sempre di ambienti “indie” – ad aggirarsi fra i corridoi strapieni di libri ci si poteva imbattere perfino in performance artistiche.

Io mi sono ripromessa di acquistare solo libri a tema LGBT+ per darmi una regola che contenesse la mia smania di acquistare. Ovviamente, con un tema generale dell’evento così, era destino che io trovassi una quantità incredibile di libri in grado di solleticare il mio interesse. Infatti, come ogni metodo che dovrebbe prevenire il binge-shopping, non ha funzionato a dovere…
Ho comprato da Hacca – Ho dormito con te tutta la notte” di Cristiana Alicata, Uno in diviso” di Alcìde Pierantozzi – e da Manni – Gay everyday. Racconti dalla quotidianità omosessuale e Mio figlio in rosa” di Camilla Vivian.
Inoltre, non ho resistito alle bellissime raccolte epistolari di L’Orma e ho portato a casa – un regalo reciproco fra me e la mia metà –  le lettere tratte dalle opere di Shakespeare (Non chiedere ragione del mio amore) e quelle di Lovecraft (L’età adulta è l’inferno).

Sicuramente ha contribuito il fatto di essere lì con due delle mie persone preferite e che stessi festeggiando il mio compleanno, ma è stata una bella giornata, per quanto stancante. Il Book Pride è stato organizzato alla perfezione e, a parte il solito caldo degli eventi milanesi, siamo riusciti a girarlo tutto e a chiacchierare con qualche editore (o chi ne faceva le veci).
Credo che ci voglia davvero tanta, tanta passione (oltre alla professionalità, alla dedizione, alla conoscenza, a… va beh, ci siamo capiti) per essere un editore nel panorama italiano. Eventi come questo lo dimostrano.

 

LE NEVI DI FEBBRAIO

Nevica.
Ora che ci siamo tolti di torno le formalità, arriviamo ai preferiti di febbraio.
Rispetto al suo predecessore, questo mese ha deciso di volarmi sotto gli occhi e no, non è colpa dei giorni in meno, ma di qualche strano episodio futuristico che ha avuto ripercussioni sul tempo, ne sono certa.

Con marzo si aprono per me tante attività interessanti, come la decisione di far approdare il mio lavoro grafico e artistico anche su facebook (molto presto) e la promozione del nuovo romanzo breve che ho in programma di pubblicare (se interessati, troverete gli aggiornamenti sulla mia pagina). Inoltre, marzo sarà il mese di Tempo di Libri, del Cartoomics e del mio compleanno… grandi celebrazioni, ecco.
Quindi è il caso di guardarsi indietro e fare un po’ il punto.

LIBRI
Ne ho parlato fino alla nausea (per gli altri), ma è stato IL LIBRO di questo mese e, probabilmente, uno fra i miei preferiti in assoluto: Le ferite originali” di Eleonora C. Caruso.

L’ho commentato su YouTube e su Goodreads, l’ho condiviso su Instagram, ho invaso il web con ogni mezzo a mia disposizione fino a spingere un buon numero di persone a leggerlo (io consiglio, non impongo mai, ma so essere subdola e machiavellica fino a convincere la gente che leggere un libro sia stata del tutto una loro idea).
Perché questo romanzo è bello e merita di essere letto. Punto.

FILM
Questo mese, recuperone di due film protagonisti degli oscar, ossia “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “La forma dell’acqua“. Li ho amati entrambi, per motivi ovviamente molto diversi.

Il primo è duro, straziante, ma a tratti anche grottesco; ritrae l’America ristretta delle piccole cittadine e lo fa con una protagonista difficile da digerire, circondata da una varietà di personaggi altrettanto stratificati, per una storia che non lascia spazio a nessun tipo di edulcorazione.

Il secondo è una fiaba dei sensi, una storia d’amore che è anche un’ode al “diverso”, all’inusuale, all’isolato. Non si risparmia i suoi momenti crudi, sanguinosi, atroci, perché la vita è anche questo, ma resta un film sognante nel suo insieme. Si galleggia per tutto il tempo nei colori, nei suoni e perfino negli odori. E si versa qualche lacrimuccia, se si è come me e si ha il pianto facile.

SERIE TV
A febbraio io mi sono innamorata e non è stato merito di San Valentino, ma di “Altered Carbon”.

Questa serie racchiude alcuni dei temi trattati nei contesti fantascientifici che più amo: l’immortalità e tutte le questioni etiche, sociali e psicologiche che si porta dietro; le pulsioni umane che hanno modo di evolversi e – allo stesso tempo – di peggiorare grazie ai mezzi a disposizione; le intelligenze artificiali e il loro ruolo nella società (qui trattata collateralmente, ma presente, e tanto mi basta).
Tutto molto tradizionale, sembrerebbe. Eppure “Altered Carbon” lo fa con intelligenza, con durezza e con onestà, risultando vera e concreta nonostante la sua ambientazione. Ci si immerge in un mondo che è cambiato, ma che ha alcuni dei problemi del nostro mondo: i ricchi possono tutto, al di sopra di ogni limite imposto dalla legge o dalla morale, mentre i poveri si limitano a sopravvivere come possono. Ovviamente, ottima recitazione (ci si innamora di tutti i personaggi, nessuno escluso, perfino di quelli che si odiano) per un ottimo prodotto formale.
Punticino in più per i protagonisti, Kristin Ortega e Takeshi Kovacs sono fan-ta-sti-ci.

Sia per i film che per la serie, vi consiglio di bazzicare il canale YouTube di Flavia, che fa brevi recensioni con cui sono spesso d’accordo.

MUSICA
Sarò un po’ meno mainstream, questa volta, perché l’ultimo giorno del mese c’è stato il concerto di Obscura e Sepultura e non posso esimermi dal dedicare questo spazio dei preferiti a questo evento.

Ora, di musica sono molto meno esperta che di libri, chiariamoci, quindi spenderò solo due parole: gli Obscura sono incredibili ogni singola volta e non deludono mai; i Sepultura hanno fatto uno spettacolo incontenibile.
In tutto ciò, però, ho realizzato di non avere quasi più l’età per le prime file…

ARTE
Ho scoperto, in questi giorni, un’artista interessante che fa fotografie macabre e bellissime, incentrate di volta in volta su dettagli anatomici e insetti, su cicatrici e pelle, oppure su luoghi inquietanti in contrasto con pallidi corpi umani. Si chiama Elena Helfrecht e l’ho trovata per puro caso, visto che ero alla ricerca di corvi (il mio animale preferito, per chi si stesse domandando come trascorro i miei minuti liberi sul web).

Questo è quanto per questo mese.
Alla prossima!

FACCIAMO A PEZZI GENNAIO

Potevo chiamarlo “i preferiti di gennaio”, certo, ma non ho mai così tanta scelta da poter avere delle preferenze. Inoltre mi piaceva mantenere un’atmosfera quieta e tranquilla e questo titolo è perfetto per lo scopo.
Quindi ecco cos’ho combinato questo gennaio infinito.

LIBRI
Come sempre, sono lenta. Lenta come la morte, però, che impiega una vita ad arrivare, ma alla fine ce la fa. Infatti ho completato la lettura di una sola opera e vorrei potervene parlare, perché l’ho letteralmente amata, ma non è ancora stata pubblicata (sì, esatto, questo gennaio l’ho passato a betare). Vi consiglio semplicemente di restare aggiornati su quello che combina Angela Longobardi.

 

FILM
Come sapete o come potete scoprire facilmente qui, il film del mese è senza ombra di dubbio “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino, uscito il 25. Ho amato il libro tanto da farlo finire fra i preferiti letti l’anno scorso, e il film non è da meno. Consigliatissimo, manciate di stelline e di arcobaleni per lui.

 

SERIE TV
Gente, “The end of the F***ing world”, dico bene? Tutte le mie conoscenze ne hanno parlato con entusiasmo e, siccome ho solo conoscenze che sanno quello che dicono, non posso che confermare dopo averla guardata. Tratta temi che amo, certo, ma è anche scritta, recitata e girata benissimo. I due protagonisti sono fantastici, impossibile non amarli. Le puntate sono brevi, scorrono via una dopo l’altra al suono di “ancora una” e non deludono mai. Inoltre si finisce con i feels da tutte le parti…

MUSICA
Ok, lo ammetto, quando scrivo ascolto SOLO canzoni di una tristezza intollerabile. Questo è stato il mese di Sam Smith e del suo “Thrill of it all”. “Pray” e “Burning” le favorite del momento, meglio se accompagnate solo da pianoforte (ho un problema con le odierne basi sintetiche e sì, parlo come una vecchia).
Dal metal a questo con facilità disarmante, d’accordo?!

ARTE
Ho scoperto una ragazza fantastica: Leigh Ellexson.
Adoro, ADORO, il modo in cui usa inchiostri e acquerelli, come accosta i colori, il suo stile in generale.

Questo è quanto per ‘sto articolo inutile come poche cose, ma divertente da scrivere!
Alla prossima!!!

LA FIERA DEL LIBRO USATO 2018

Pochi sono gli eventi che aspetto e che non mi perdo neanche un anno. Uno di questi è la fiera del libro usato a Milano.

Il passato sabato (20 gennaio), infatti, sono approdata in via Tortona per perdermi fra i libri usati e fuori commercio. Non scrivo “antichi” solo perché quelli non posso permettermeli e devo limitarmi a guardarli.
Da quello che ho capito, quest’anno l’evento è stato identificato come “Salone della Cultura” perché accorpata all’evento omonimo. È stato l’anno dei cambiamenti – più del solito, visto che in principio la facevano molto più vicino a casa mia – perché, oltre al nome, quest’anno ci ha sorpresi con un ingresso a pagamento (5 €) e con qualche laboratorio che era proprio del Salone della Cultura. Non ho partecipato a questi ultimi, perché ho appena le energie per girare tutta la fiera senza crollare come una bimba, ma non mi ha infastidito troppo pagare l’ingresso, visto il prezzo irrisorio. Certo, non so quanto possano dire lo stesso i commercianti, che magari si sono ritrovati con meno clientela e con persone che non solo dovevano pagare gli acquisti, ma anche l’ingresso, con conseguente, possibile cattivo umore.…

Non ero alla ricerca di un libro particolare, perché vado per lasciarmi ispirare da amori improvvisi con qualche titolo, ma devo dire che non è stato un anno ricco per il mio bottino. Ho acquistato libri che avrei potuto trovare tutto l’anno in qualche libreria specializzata in libri usati (non sono poi “così” fuori commercio e ho la fortuna di vivere in una città che conta una quantità spropositata di Libraccio) e perfino un libro nuovo.
Perché andare, quindi?

Beh, prima di tutto per sbirciare i libri antichi di cui ho parlato all’inizio. Sono belli a dir poco, uno spettacolo che non capita spesso; per immergersi in un’atmosfera fatta solo di libri, libri e libri, poi; per trovare qualche prodotto “collaterale” di difficile reperibilità come poster di vecchi film, fumetti e manga fuori commercio; infine per dare un’occhiata a tutta la parte di salone dedicata ai piccoli editori che si occupano di scrittori emergenti o di pubblicazioni particolari.
Una menzione speciale a due case editrici: la Hypnos, di cui abbiamo in casa praticamente ogni pubblicazione e che raccomando a tutti gli appassionati di letteratura weird e fantastica, e la DarkZone, che ha un gruppo molto attivo su facebook e fa dell’ottima pubblicità ai suoi autori.
Potrei sfinirvi di infiniti dettagli su quello che ho fatto (ottime piadine, pessimo caffè) e che non sono riuscita a fare (girare tutte le piccole case editrici), ma vi lascio con questo resoconto essenziale.

(Vi ricordo che mi trovate su instagram per restare aggiornati sulle mie esperienze in ambito di lettura e di scrittura!)

IL MEGLIO (e il peggio) DEL 2017

Un altro anno è andato. Facciamola breve e poco sdolcinata: è stato un buon anno per me. Sono contenta dei passi avanti che ho fatto e, anche se i risultati ancora non sono tali da farmi volare fra le nuvole (anche perché ho i piedi nel cemento del mio perfezionismo), so che continuando a impegnarmi posso fare molto.

Veniamo al motivo di questo articolo. Ho visto che Triz (ma anche molti altri bloggers) tengono il conto dei preferiti di ogni mese per varie categorie. Dal 2018 voglio iniziare anche io perché ho un kink per i ricordi (?): mi piace tenere nell’agenda i biglietti del cinema, mi piace appuntare quello che faccio, chi incontro, dove vado. L’ho fatto per tutto il 2017, in privato, e lo farò qui per l’anno a venire.

Intanto, però, ecco il meglio (e il peggio) del 2017.

Esperienze
È stato un anno ricco da questo punto di vista. Ho conosciuto tante persone e per me questo è un traguardo inimmaginabile. Purtroppo per me sono anche una che taglia presto i rapporti poco profondi, perché non la interessano molto, quindi ho perso già di vista tante delle persone conosciute. Ma, ehi, sono un po’ introversa e un po’ socialmente imbarazzante, quindi anche solo conoscere gente è un passo avanti fuori dalla mia comfort zone!
A tal proposito è stata un’esperienza incredibile la Jib (una convention di Supernatural, per i non addetti ai lavori), che mi ha davvero fatto passare qualche giorno in un’altra dimensione con persone fantastiche.

Ho viaggiato. Ebbene sì, dopo anni in cui le mie tasche piene soltanto di buone intenzioni non me lo permettevano, sono andata con una delle persone a cui voglio più bene (il Tessssoro) in Olanda, dal suo ragazzo. Lei mi ha fatto da guida, ha condiviso con me dolci e cibarie varie e, soprattutto, si è beccata con me la grandine improvvisa!

Sicuramente, però, il punto più alto è stato la pubblicazione della mia raccolta di racconti, “Macerie Umane”. Non è stato semplice decidere di andare direttamente per la pubblicazione self, né è stato semplice attuare concretamente la pubblicazione, ma ce l’ho fatta: ho messo da parte tutti i dubbi e le preoccupazioni sulle mie doti e ho partorito un libro!

Infine, a seguito di quelli che posso considerare eventi disastrosi del 2017, ho deciso di andare in terapia. Altra decisione importante di cui sono veramente felice.

Cinema/Teatro
Quest’anno ho un po’ ignorato il cinema, lo ammetto, quindi questa categoria sarà scarsa a dir poco. Una quantità indecente di film ha attirato la mia attenzione, ma pochi li ho effettivamente guardati (e pochi ne ho appuntati per il futuro, quindi mi aspetto consigli!)

Il meglio, quindi, si riduce a “Dunkirk”, che comunque ho apprezzato anche se non diventerà uno dei miei preferiti in assoluto, ad essere onesta.

Il peggio è stato – più per la rabbia all’idea della superficialità con cui vengono trattati certi argomenti che per le altre motivazioni (comunque valide) – guardare i due film di cinquanta sfumature. Non c’è bisogno che aggiunga altro.

Un’esperienza bellissima, invece, è stata riuscire finalmente a vedere dal vivo “Notre Dame de Paris”, grazie al regalo per il mio compleanno della mia metà migliore. Eravamo davvero vicini e sono rimasta tutto il tempo senza fiato.

Libri
Ho letto abbastanza, invece, anche se l’anno è iniziato con un blocco non indifferente.

Fra i libri di esordienti che ho amato di più resta primo “I segreti tra di noi” di Angela Longobardi (e non vedo l’ora del 2018 perché so bene che mi aspetta qualcosa di magnifico dalla sua penna).

Fra tutte le letture, la mia preferita è stata “Chiamami col tuo nome” di André Aciman, perché è diventato uno dei miei libri preferiti in assoluto. Mi ha fatta letteralmente innamorare e mi ha lasciata devastata anche solo perché è finito. Non amavo un libro in questo modo da tempo e credo proprio lo rileggerò durante il 2018, nonostante la pila infinita di libri che mi aspetta.

Menzioni speciali vanno a “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood e “Boy meets boy” di David Levithan, che mi sono davvero piaciuti per motivi molto diversi: il primo e un bel pugno nello stomaco, incentrato sull’interiorità della protagonista, sui suoi pensieri e sulla sua relazione con il mondo distopico e opprimente in cui si ritrova; il secondo molto più spensierato, quasi una favola, sulla complessa semplicità di un amore adolescenziale e sul modo in cui il protagonista decide di affrontarlo con la sua schiera di amici uno più interessante dell’altro.

I peggiori sono stati, invece, “Una stanza piena di Gente” di Daniel Keyes e “Miss Peregrine: la casa dei ragazzi speciali” di Ransom Riggs. Li ho letti entrambi quasi fino alla fine, come cerco sempre di fare prima di formulare un giudizio, ma non sono riuscita a finirli. Il primo perché diluito all’inverosimile, ripetitivo dove poteva benissimo non esserlo, e perché aveva tutte le potenzialità per essere un libro estremamente interessante che mi ha delusa non poco. Il secondo perché ha una trama mal gestita, spunti interessanti ma poco approfonditi, e personaggi che ho trovato sostanzialmente piatti, poco esplorati.
In entrambi i casi, si tratta ovviamente delle mie impressioni e non della Veirtà Assoluta.

Fumetti e manga
Prima di tutto una menzione speciale va a “Long Exposure” di Mars/Smokeplanet, un webcomic davvero carino che consiglio vivamente e che trovate qui e qui. Forse una delle letture di questa categoria che più mi sta piacendo.

Poi, in ordine sparso, tre dei miei preferiti di quest’anno: “Sunstone” di Stjepan Sejic, “Blood bank” di Silb, “Killing stalking” di Koogi (mi ha firmato una copia del primo volume al Lucca comics ed è carinissima).

 

Una posizione “di mezzo”, invece, per due opere di Flavia Biondi: “Barba di perle” e “L’orgoglio di leone”. Molto carine, godibili, dalle tematiche interessanti trattate nel modo giusto.

Ho iniziato, invece, “Tokio Ghoul” e devo dire che non mi ha presa molto, quindi lo metto fra gli sfavoriti di quest’anno, consapevole che sia comunque un gran bel manga (soprattutto dal punto di vista artistico).

Serie
Per le serie ho cercato di ridurre al massimo la mia lista per scegliere quelle che proprio ho amato e sono finita con quattro serie estremamente diverse fra loro, che ho quindi adorato per motivi diversi.
In ordine di gradimento, quindi…

1 – The OA

2 – Westword

3 – The exorcist

4 – The magicians

Non mi spreco a parlarne troppo perché rischio di non finire più, ma mi hanno tutte lasciato qualcosa. Dall’intensità emotiva e onirica di The OA (grandemente consigliata) alle macchinazioni (Ah!) e ai risvolti filosofici di Westword, dall’horror puro con personaggi ben esplorati di The Exorcist alla magia sofferente di The magicians.

Quelle che invece mi hanno un po’ delusa sono state Sherlock con la sua quarta stagione (iniziata bene, ad essere onesta, e poi finita molto “meh”), la terza di Penny Dreadful che ancora non sono riuscita a finire ma che manca, a mio parere, della scintilla delle altre due e, come sempre, Trashunters… emh, shadowhunters, che è trash, ma che continuerò a guardare per sempre, perché amo riderne con le persone con cui lo seguo.

Con ciò credo sia tutto. Non voglio dilungarmi troppo perché sono stata già prolissa, ma spero continueremo a leggerci durante questo 2018!

10 idee regalo per scrittori

Ah, il natale. Zenzero e cannella, neve e decorazioni, regali e… regali. Sì, ho uno spirito natalizio molto materialista: cibo, scuse per stare a casa invece di socializzare e regali, regali, regali!

Ecco una lista di dieci idee da cui attingere per accontentare gli amici scrittori o da condividere per mandare un messaggio sottile a chi di dovere, nel caso gli scrittori siate voi!

(Tutti i prezzi e i link si riferiscono al momento in cui ho scritto l’articolo).

1 – Taccuini

Ebbene sì, lo scrittore, per definizione, scrive. O, almeno, ci prova. Con questo regalo non potete sbagliare. Siamo nell’era della tecnologia, certo, ma uno scrittore deve (DEVE) poter sempre appuntare le idee. Ecco quindi grandi classici come i taccuini della Moleskine e i Leuchtturm1917 (questi ultimi perfetti per un bullet journal) che spaziano dai 12 ai 30 €. Oppure taccuini più fantasiosi come quelli della Legami o di Mr.Wonderful che vanno dai 10 ai 20 € circa.

2 – Penne

Cos’è un taccuino senza una penna? Un taccuino, è lapalissiano. In ogni caso, se volete completare il regalo o se volete fare un piccolo pensiero, le penne sono sempre un’ottima idea! Potete andare sul divertente, come per questa penna che recita “what would a unicorn do?” (7 €), oppure sul pratico, come per questo set da quattro penne della Faber-Castell (11 €) che è nella mia lista desideri perché ottimo per il bullet journal.

Sempre dalla mia personale lista di preferenze, ci sono anche gli Zebra Mildliner (17 €), evidenziatori delicati per cui ho una vera e propria ossessione.

Infine, per i più pratici o per chi vuole spendere davvero poco per completare un regalo, ecco un porta-penna da taccuino (3 €), perché “details make all the difference” (oh, lo dice il porta-penna, mica io).

Certo, se siete ricchi, non fatevi problemi a regalare una Montblanc!

3 – Foglietti adesivi

Sempre per idee, annotazioni, liste della spesa che lo scrittore non ha tempo di ricordare, un’altra possibilità carina e spesso economica sono i post-it, ottimi per completare un regalo più corposo. Da quelli eleganti e minimali della Moleskine (8 €) a quelli più in tema, come questi a forma di macchina da scrivere  (4 €).

4 – Planners da scrivania

Come detto, lo scrittore non ha tempo per ricordare. Inoltre, la sua attività lo obbliga a tenere traccia di tutto quello che deve pubblicare, pubblicizzare, consegnare, compilare… insomma, ci siamo capiti.
In suo aiuto possono arrivare i planners da scrivania, ossia blocchetti appositi per organizzare la propria vita. La Legami ne ha in varie fantasie, sia come tappetini del mouse, sia lunghi (6 €), mentre Mr.Wonderful ha le sue versioni carine dai colori tenui (7 €).

5 – Lavagne magnetiche

Quando viene il momento di concentrarsi sulla trama, nulla è più utile di una bella lavagna su cui spostare, collegare, appuntare ogni passaggio!
Ecco tre esempi da diverso budget: Quartet (9 €), AmazonBasics (da 14 a 50 € in base alla misura) e Sigel (sui 70 €).

Certo, non possono mancare i magneti abbinati: tondi (10 €), colorati (da 5 a 10 € in base alla quantità) o fantasiosi, come questi a forma di panda (13 €).

6 – Accessori tecnologici

D’accordo, cedo anche io al nostro secolo e vi lascio qualche consiglio che non maltratti i nostri amati alberi. Perché ormai gli scrittori hanno a che fare con i computer più che con le persone (non che la questione dispiaccia, sia chiaro), quindi ecco qualche idea in merito!

– Chiavette USB per non perdere i nostri preziosi documenti. Alcune sono davvero carine come questa 3.0 a forma di zampa di gattino (9 €), questa 3.0 a forma di clessidra (14 €) o quelle della Mr.Wonderful (20 €) a unicorno, nuvola e muffin.

– Tappetini del mouse con poggia-polso, sia decorati come questi (10 €) sia minimali come questo (7 €), per non farci venire il tunnel carpale prima del tempo (perché ci verrà, ci verrà…)

– Tastiere in stile macchina da scrivere, sia più economiche come questa (30 €) che davvero costose, ma molto belle, come questa (140 €).

7 – Gadgets

Veniamo ai consigli inutili! Non tutto può essere funzionale, nella vita, e se l’amico/a scrittore/scrittrice ha già tutto, potete optare per qualcuno di questi pensieri.

– Action figures di autori vari come Jane Austen, Shakespeare o Edgar Allan Poe (25 €).

– Poster da appiccicare in zona computer per ricordarci che qualcuno ce l’ha fatta come questo con King (15 €) o questo con una citazione di Wilde (18 €); oppure altri per motivarci con frasi tipo “get shit done” (un utile promemoria per gli scrittori) come questi (25 €).

8 – Tisane, tè, caffè…

Si sa, il sostentamento di uno scrittore è pura caffeina (anche nella sua variante teina), quindi consiglio una scorta di buste, foglie e capsule di vario genere (fra i tè che preferisco, quelli clipper). Certo, se avete soldi da sperperare (sopratutto per la spedizione), ci sono i tè letterari della novelteas, a tema grandi classici della letteratura.

Potete anche scegliere fra varie idee necessarie a chiunque sia dipendente dalle bevande calde.
Una bottiglia per fare le infusioni (25 €)
Infusori per tè in foglie (5 €), come questo a forma di teschio che mi è stato regalato per natale (13 €).
– Tazze, tazze, tazze! Che dicano qualcosa dell’animo dello scrittore, mentre fissa con disperazione il fondo annerito dal caffè. Quindi ecco una tazza con scritto “I am very busy – doing nothing in particular” (12 €), una con la definizione di book-lover (12 €), una che recita “carpe that fucking diem” (13 €) e una tazza da viaggio con un unicorno (17 €), perché non ci sono mai abbastanza oggetti a tema unicorno nella vita delle persone!

9 – Libri

Non potete sbagliar…
No, d’accordo, potete sbagliare. Regalare un libro a un lettore è sempre un azzardo se non lo conoscete bene o se non ha esplicitamente stilato per voi una lista. Per questo i miei consigli tengono in conto che vi informiate come agenti della CIA.

Per uno scrittore, consiglio qualche libro sulla scrittura (lo so, sorprendente). Ne esistono a milioni, ma ecco qualche titolo.
– Consigliatissimo come regalo “Scrittori. Grandi autori visti da fotografi” che desidero con l’intensità di mille soli. (10 €).
– Il classico (e per questo rischioso, perché probabilmente già in possesso) “On writing” di Stephen King (18 €).
“Il mestiere dello scrittore” di Murakami Haruki (10 €)
“Né per fama, né per denaro” di Anton Čechov (6 €)
“Scrivere pericolosamente. Riflessioni su vita, arte, letteratura” di James Joyce (7 €).

10 – Programmi e classi

Se conoscete un po’ meglio lo scrittore (così da sapere se potrà apprezzarli o se li possiede già) e desiderate fare un regalo utile, potete sempre optare per programmi come Scrivener (qui come regalarlo) o Scapple.

Consiglio finale: i corsi online! Consigliati sopratutto quelli sul marketing su cui, ahimè, gli scrittori (self e non) alle prime armi tendono ad essere carenti (come la sottoscritta). Corsi interessanti possono essere trovati su skillshare o su masterclass ed entrambi i siti permettono di regalarli!

Spero che questa lista possa esservi utile e vi auguro di trovare tanti bei regali sotto l’albero.
Emh, volevo dire, vi auguro buone feste!

NaNoWriMo 2017

Ho già parlato del Camp NaNoWriMo, ma ora è arrivato il momento del real deal, il vero e unico National Novel Writing Month.
Durante il mese di novembre, scrittori di tutto il mondo si incontrano virtualmente per tentare nell’impresa di scrivere 50.000 parole per un loro progetto nel cassetto (un romanzo iniziato o da iniziare, un blog, una ricerca…)
Non è un’impresa semplice e, sebbene la quantità di parole al giorno sembri irrisoria (1.667), la verità è che il tempo è nemico degli scrittori, i personaggi sono nemici degli scrittori, la trama è nemica degli scrittori… scrivere è nemico degli scrittori.
Tutto andrà storto, farà male, e niente avrà senso.
Pessimismo e fatica.

Perché partecipare, quindi? Perché è un esperienza fantastica, nonostante tutto. Si condivide l’amore per la scrittura con altri che possono capirlo, si scambiano opinioni e consigli e, da non sottovalutare, si ha un motivo in più per scrivere e non abbandonare i propri progetti.
Io, come sempre, sono stata abbastanza fortunata da costruire delle solide amicizie in quest’ultimo anno, grazie al NaNoWriMo del 2016 e ai due camp NaNo a cui ho partecipato.
Insieme alle vecchie conoscenze e a qualche nuovo arrivo, quindi, ci siamo fatti forza e ci siamo sfidati a suon di word wars (scontri a tempo limitato in cui ci si impegna a scrivere più parole possibili, confrontando con gli altri partecipanti la quota finale), riuscendo così a far fruttare questo mese ostile.

Anche quest’anno sono partita con le migliori aspettative, come puoi leggere nella mia collaborazione a tema NaNoWriMo con il The Bitchy Book Club. Ma veniamo al succo della questione: ce l’ho fatta?
Ebbene sì, ho scritto poco più di 50 000 parole, ho vinto!

Vorrei poter avere qualche prezioso segreto, qualche saggia verità che possa aiutarti nel caso tu voglia cimentarti l’anno prossimo, ma la verità è che non ho idea di come io ci sia riuscita. Forse, guardando indietro, ho solo qualche dritta a posteriori.
Fai fruttare il tempo libero. È poco e magari sei già stanc* a causa della vita di tutti i giorni, ma provaci, continuando a ripeterti che è solo un mese, è solo un mese, è solo un mese
Cerca di avere come obiettivo di ogni giorno la quota giornaliera totale prevista dal NaNoWriMo, non importa se sei indietro di mille o di cinquemila parole, non importa quanto sia realistico e quanto sia un’assurdità. Fai della linea diagonale del grafico nelle statistiche la tua unica ragione di vita.
– Cerca compagnia, parla con altri partecipanti, motivati con test sui personaggi, raccogli immagini, cerca di tenere vivo l’interesse per un progetto che – per forza di cose – finirai per odiare profondamente.
Prova ad avere un piano, anche blando, che ti indichi una via da seguire, non importa fino a che punto tu sia maniac* della pianificazione per le tue storie. Prova ad aggirare gli ostacoli, a mettere pezze temporanee sui buchi, a costruire castelli di carte che crolleranno in revisione, certo, ma che ti faranno andare avanti.
Tenta, tenta, tenta.

 

 


 

Questo ci porta a un annuncio che sono molto felice di fare…

Nel 2018 uscirà il primo volume di una mia trilogia, Lucrezia. Il labirinto dei tarocchi”!
Non ha ancora una data di nascita precisa, ma ha preso forma e la sua prima stesura sta incontrando la sua fine. Per lei ho anche già qualche beta in mente e una editor fantastica con cui non vedo l’ora di lavorare.
La sentirai nominare spesso, questa Lucrezia, sei avvertit*!