BOOK PRIDE 2018 (e book haul)

Come per Tempo di libri, quest’anno non mi sono voluta far mancare il Book Pride, ossia la fiera dell’editoria indipendente al Mudec di Milano.
Anche per questo evento il mio bilancio è positivo, ma il portafoglio non ne può più e continua a pregarmi di smetterla di comprare libri e darmi all’eremitaggio (così da avere il tempo effettivo per leggerli).

Interventi di ogni tipo sul tema “tutti i viventi” e due piani di stand con editori più o meno noti nel panorama indipendente mi hanno tenuta impegnata per un pomeriggio. Fra le presentazioni di nuove pubblicazioni, vino e vodka offerti ai lettori – perché si tratta pur sempre di ambienti “indie” – ad aggirarsi fra i corridoi strapieni di libri ci si poteva imbattere perfino in performance artistiche.

Io mi sono ripromessa di acquistare solo libri a tema LGBT+ per darmi una regola che contenesse la mia smania di acquistare. Ovviamente, con un tema generale dell’evento così, era destino che io trovassi una quantità incredibile di libri in grado di solleticare il mio interesse. Infatti, come ogni metodo che dovrebbe prevenire il binge-shopping, non ha funzionato a dovere…
Ho comprato da Hacca – Ho dormito con te tutta la notte” di Cristiana Alicata, Uno in diviso” di Alcìde Pierantozzi – e da Manni – Gay everyday. Racconti dalla quotidianità omosessuale e Mio figlio in rosa” di Camilla Vivian.
Inoltre, non ho resistito alle bellissime raccolte epistolari di L’Orma e ho portato a casa – un regalo reciproco fra me e la mia metà –  le lettere tratte dalle opere di Shakespeare (Non chiedere ragione del mio amore) e quelle di Lovecraft (L’età adulta è l’inferno).

Sicuramente ha contribuito il fatto di essere lì con due delle mie persone preferite e che stessi festeggiando il mio compleanno, ma è stata una bella giornata, per quanto stancante. Il Book Pride è stato organizzato alla perfezione e, a parte il solito caldo degli eventi milanesi, siamo riusciti a girarlo tutto e a chiacchierare con qualche editore (o chi ne faceva le veci).
Credo che ci voglia davvero tanta, tanta passione (oltre alla professionalità, alla dedizione, alla conoscenza, a… va beh, ci siamo capiti) per essere un editore nel panorama italiano. Eventi come questo lo dimostrano.

 

TEMPO DI LIBRI 2018 (e di book haul)

Sotto la pioggia che si è abbattuta su Milano, è arrivato Tempo di Libri, la fiera internazionale dell’editoria. I padiglioni di fieramilanocity (categoricamente da dire tutto attaccato) hanno ospitato stand di grandi, medi e piccoli editori, nel caldo torrido del riscaldamento interno.

Il mio bilancio è positivo. È stata organizzata bene ed è stato piacevole aggirarsi fra le pubblicazioni di quegli editori che sono più difficili da scovare, ma che hanno un bel catalogo. Loro, almeno, qualche sconto o qualche promozione li facevano. E sì, questo è un commento passivo-aggressivo nei confronti dei grandi editori che non solo hanno mangiato un sacco di spazio com’è ovvio, ma non hanno neanche fatto un piccolo, minuscolo “sconto fiera” (a parte la Feltrinelli, che distribuiva dei volantini con il 15% di sconto, utilizzabili fino ad aprile). Io li ho lasciati per ultimi e mi ci sono avventurata solo lunedì mattina, perché si tratta di case editrici enormi con negozi altrettanto grandi sparsi per tutta Milano e non avrebbe avuto molto senso, per me, avventurarmi fra i loro scaffali provvisori.

Ho saccheggiato lo stand delle edizioni Hypnos (“X come occhi” di Barron, “Il nero visibile” di Ballingrud e “La ricerca onirica di Vellit Boe” di Johnson); della Mimesis (“Fare e disfare il genere” di Butler) e della NN editore (con tanto di autografo su “A misura d’uomo” di Camurri) – case editrici da cui mi era già capitato di acquistare –, ma ho anche comprato da zona42 che pubblica fantascienza (“Madre nostra” di Paparozzi) e da Carta Canta (“Maiali e Cani” di Savardi).
Inoltre ho ceduto alla tentazione e alla Triskell ho ordinato tutti e tre i volumi della serie “Captive Prince” di Pacat che arriverà a casa giusto in tempo per il mio compleanno, visto che lo stand era stato razziato.

Non ho assistito praticamente a nessun intervento – nonostante le giornate tematiche e gli ospiti promettessero di essere interessanti –, perché in due giorni non è stato facile organizzare i miei tempi con quelli della fiera. Spero di rifarmi l’anno prossimo!
Restando in tema di organizzazione personale, la nota davvero negativa è che quest’anno non ho partecipato al Cartoomics, vista la coincidenza delle date. Spero proprio che l’anno prossimo i due eventi cadano in giorni diversi perché non voglio perdermeli e non posso proprio sdoppiarmi (con vostra gioia e mio dispiacere).

Pro:
– Ritrovarsi libri ovunque
– Chiacchierare con qualche autore e con altri lettori
– (Ri)scoprire realtà diverse dalle grandi CE
– Ottenere libri dai medi editori con promozioni varie
– Incontrare qualche amico internettiano (quel “Donatella!” che mi ha un po’ spaventata, perché il mio nome intero lo usano solo per sgridarmi, di solito)
– L’organizzazione in generale
– LIBRI OVUNQUE!

Contro:
– Il caldo soffocante
– Non hanno biglietti con la data specifica, quindi se entri non puoi uscire e poi rientrare (anche se i biglietti in prevendita sono nominali).
– Mancanza di sconti o promozioni delle grandi CE
– Il costo esorbitante per una bottiglietta d’acqua