TEMPO DI LIBRI 2018 (e di book haul)

Sotto la pioggia che si è abbattuta su Milano, è arrivato Tempo di Libri, la fiera internazionale dell’editoria. I padiglioni di fieramilanocity (categoricamente da dire tutto attaccato) hanno ospitato stand di grandi, medi e piccoli editori, nel caldo torrido del riscaldamento interno.

Il mio bilancio è positivo. È stata organizzata bene ed è stato piacevole aggirarsi fra le pubblicazioni di quegli editori che sono più difficili da scovare, ma che hanno un bel catalogo. Loro, almeno, qualche sconto o qualche promozione li facevano. E sì, questo è un commento passivo-aggressivo nei confronti dei grandi editori che non solo hanno mangiato un sacco di spazio com’è ovvio, ma non hanno neanche fatto un piccolo, minuscolo “sconto fiera” (a parte la Feltrinelli, che distribuiva dei volantini con il 15% di sconto, utilizzabili fino ad aprile). Io li ho lasciati per ultimi e mi ci sono avventurata solo lunedì mattina, perché si tratta di case editrici enormi con negozi altrettanto grandi sparsi per tutta Milano e non avrebbe avuto molto senso, per me, avventurarmi fra i loro scaffali provvisori.

Ho saccheggiato lo stand delle edizioni Hypnos (“X come occhi” di Barron, “Il nero visibile” di Ballingrud e “La ricerca onirica di Vellit Boe” di Johnson); della Mimesis (“Fare e disfare il genere” di Butler) e della NN editore (con tanto di autografo su “A misura d’uomo” di Camurri) – case editrici da cui mi era già capitato di acquistare –, ma ho anche comprato da zona42 che pubblica fantascienza (“Madre nostra” di Paparozzi) e da Carta Canta (“Maiali e Cani” di Savardi).
Inoltre ho ceduto alla tentazione e alla Triskell ho ordinato tutti e tre i volumi della serie “Captive Prince” di Pacat che arriverà a casa giusto in tempo per il mio compleanno, visto che lo stand era stato razziato.

Non ho assistito praticamente a nessun intervento – nonostante le giornate tematiche e gli ospiti promettessero di essere interessanti –, perché in due giorni non è stato facile organizzare i miei tempi con quelli della fiera. Spero di rifarmi l’anno prossimo!
Restando in tema di organizzazione personale, la nota davvero negativa è che quest’anno non ho partecipato al Cartoomics, vista la coincidenza delle date. Spero proprio che l’anno prossimo i due eventi cadano in giorni diversi perché non voglio perdermeli e non posso proprio sdoppiarmi (con vostra gioia e mio dispiacere).

Pro:
– Ritrovarsi libri ovunque
– Chiacchierare con qualche autore e con altri lettori
– (Ri)scoprire realtà diverse dalle grandi CE
– Ottenere libri dai medi editori con promozioni varie
– Incontrare qualche amico internettiano (quel “Donatella!” che mi ha un po’ spaventata, perché il mio nome intero lo usano solo per sgridarmi, di solito)
– L’organizzazione in generale
– LIBRI OVUNQUE!

Contro:
– Il caldo soffocante
– Non hanno biglietti con la data specifica, quindi se entri non puoi uscire e poi rientrare (anche se i biglietti in prevendita sono nominali).
– Mancanza di sconti o promozioni delle grandi CE
– Il costo esorbitante per una bottiglietta d’acqua

“I segreti tra di noi” di Angela Longobardi

Mentre sul canale mi limito a consigli di lettura, raccontando perché un romanzo di uno scrittore emergente potrebbe piacere tanto quanto è piaciuto a me, qui vi presento delle recensioni vere e proprie (per quanto possa renderle tali la mia esperienza di lettrice). Mi sembra solo naturale iniziare con “I segreti tra di noi”, romanzo d’esordio di Angela Longobardi, uscito il 14 luglio su  Amazon, sia per kindle che in cartaceo.
Ho avuto, infatti, la fortuna di poter leggere il romanzo in anteprima e voglio decisamente averlo fra le fila delle recensioni del mio nuovo blog.
Questa recensione contiene alcuni piccoli SPOILER (se volete un parere veloce e del tutto privo di spoiler, potete sempre guardare il video sul mio canale).


Trama: In un qualunque paesino in un punto imprecisato dell’Italia, una ragazza scompare senza lasciare tracce. Le persone in paese dicono che sia morta e durante la notte di Halloween cinque ragazzi tentano di contattarla tramite una seduta spiritica. Non si aspettano che risponda, ma invece lo fa, costringendoli ad affrontare le conseguenze del loro gesto e, nel mentre, confessare tutti i segreti tra di loro.


Come evidente dalla presentazione, il romanzo potrebbe essere definito di genere sovrannaturale. In realtà, l’autrice riesce ad annodare alla perfezione le caratteristiche del romanzo di formazione – la crescita, il cambiamento, l’accettazione di sé, l’introduzione nel mondo degli adulti – agli aspetti più misteriosi e spettrali della storia.

I giovani protagonisti sono adolescenti come molti altri, in cui è facile riconoscersi. Come la piccola Irene, che apre la storia con le sue ansie per il primo giorno di liceo, ma che presto dovrà affrontare questioni ben più difficili; Levi e Marco, amici inseparabili che rafforzano la loro unione grazie all’amore “non corrisposto” verso i loro interessi romantici; Guadalupe e la sua lotta interiore che la spinge a fuggire, nascondendosi per mesi dai suoi amici; Rebecca e lo sforzo di accettarsi, fatto in passato, e di provare a farsi accettare dagli altri nel presente. Si tratta di personaggi ben dipinti dalla scrittura immediata e scorrevole dell’autrice, con cui si entra presto in connessione, con cui si soffre e si sorride.

Allo stesso tempo, però, seguirli ci immerge in una storia speciale, che alterna ritmi intensi a scene di confronto più diluite, che intreccia presto i problemi del mondo reale all’idea delle questioni irrisolte che rischiano di restare tali per sempre, che racconta di fantasmi veri e di fantasmi dell’anima, quei segreti che non si riescono a esorcizzare perché troppo grandi e troppo importanti.
Non mancano le scene inquietanti, perfettamente filtrate attraverso le paure di Irene, che con il fantasma evocato dai ragazzi instaurerà da subito un rapporto speciale. Né vengono trascurati gli aspetti più romantici della storia, per niente scontati, tratteggiati con la delicatezza che va riservata ai primi amori, con un accento privilegiato al dialogo e al confronto fra i personaggi, che riescono così a sviscerare i loro segreti e a rendere il lettore parte di uno scambio intimo. Le note romantiche, però, non oscurano una delle tematiche più spesso bistrattate da generi come il romance e il sovrannaturale: quella dell’amicizia. Le relazioni che legano i personaggi sono prima di tutto fatte di affetto sincero, di quell’assoluta accettazione che si prova quando si è adolescenti. Né manca l’importante partecipazione della famiglia alla vita di questi ragazzi (famiglie troppo spesso invisibili fra le pagine dei romanzi diretti ai giovani adulti).

Due dei grandi temi del romanzo – e degli aspetti che lo rendono una piccola gemma nel panorama YA, a mio parere – sono quello della sessualità e del genere. Questi due pilastri non definiscono mai il personaggio, non lo esauriscono, ma vengono affrontati con il giusto approccio e non vengono trascurati dall’autrice. Le tematiche LGBT+ (o LGBTQA+ se preferite) sono intrecciate a doppio filo alla trama, perché fanno parte della crescita e, spesso, dei segreti che i personaggi nascondono gli uni dagli altri. Uno dei momenti esemplificativi di queste tematiche è il coming out di Irene, aiutata dall’intervento del fratello Levi, che avviene davanti ad una famiglia che non capisce da subito, ma che non per questo demonizza fino al punto di rottura. Un approccio realistico, che resta però positivo, verso un’esperienza carica di tensioni e di dubbi, descritta in modo molto efficace.

I colpi di scena non mancano e annientano ogni certezza che il lettore si costruisce attraverso le pagine. Non solo per i “piccoli” segreti dei protagonisti, ma anche per quanto riguarda il grande motivo per cui il fantasma entra in profonda connessione con Irene. L’identità dello spirito, che appare quasi scontata per molte pagine, finisce per essere una delle grandi rivelazioni del romanzo. Quando crolla ogni maschera, i ragazzi scoprono che non sono gli unici ad affrontare dubbi e paure, scoprono che alcune debolezze sono umane, scoprono che la loro lotta personale non è l’unica lotta. E crescono anche grazie a queste scoperte.