TEMPO DI LIBRI (e di book haul)

Sotto la pioggia che si è abbattuta su Milano, è arrivato Tempo di Libri, la fiera internazionale dell’editoria. I padiglioni di fieramilanocity (categoricamente da dire tutto attaccato) hanno ospitato stand di grandi, medi e piccoli editori, nel caldo torrido del riscaldamento interno.

Il mio bilancio è positivo. È stata organizzata bene ed è stato piacevole aggirarsi fra le pubblicazioni di quegli editori che sono più difficili da scovare, ma che hanno un bel catalogo. Loro, almeno, qualche sconto o qualche promozione li facevano. E sì, questo è un commento passivo-aggressivo nei confronti dei grandi editori che non solo hanno mangiato un sacco di spazio com’è ovvio, ma non hanno neanche fatto un piccolo, minuscolo “sconto fiera” (a parte la Feltrinelli, che distribuiva dei volantini con il 15% di sconto, utilizzabili fino ad aprile). Io li ho lasciati per ultimi e mi ci sono avventurata solo lunedì mattina, perché si tratta di case editrici enormi con negozi altrettanto grandi sparsi per tutta Milano e non avrebbe avuto molto senso, per me, avventurarmi fra i loro scaffali provvisori.

Ho saccheggiato lo stand delle edizioni Hypnos (“X come occhi” di Barron, “Il nero visibile” di Ballingrud e “La ricerca onirica di Vellit Boe” di Johnson); della Mimesis (“Fare e disfare il genere” di Butler) e della NN editore (con tanto di autografo su “A misura d’uomo” di Camurri) – case editrici da cui mi era già capitato di acquistare –, ma ho anche comprato da zona42 che pubblica fantascienza (“Madre nostra” di Paparozzi) e da Carta Canta (“Maiali e Cani” di Savardi).
Inoltre ho ceduto alla tentazione e alla Triskell ho ordinato tutti e tre i volumi della serie “Captive Prince” di Pacat che arriverà a casa giusto in tempo per il mio compleanno, visto che lo stand era stato razziato.

Non ho assistito praticamente a nessun intervento – nonostante le giornate tematiche e gli ospiti promettessero di essere interessanti –, perché in due giorni non è stato facile organizzare i miei tempi con quelli della fiera. Spero di rifarmi l’anno prossimo!
Restando in tema di organizzazione personale, la nota davvero negativa è che quest’anno non ho partecipato al Cartoomics, vista la coincidenza delle date. Spero proprio che l’anno prossimo i due eventi cadano in giorni diversi perché non voglio perdermeli e non posso proprio sdoppiarmi (con vostra gioia e mio dispiacere).

Pro:
– Ritrovarsi libri ovunque
– Chiacchierare con qualche autore e con altri lettori
– (Ri)scoprire realtà diverse dalle grandi CE
– Ottenere libri dai medi editori con promozioni varie
– Incontrare qualche amico internettiano (quel “Donatella!” che mi ha un po’ spaventata, perché il mio nome intero lo usano solo per sgridarmi, di solito)
– L’organizzazione in generale
– LIBRI OVUNQUE!

Contro:
– Il caldo soffocante
– Non hanno biglietti con la data specifica, quindi se entri non puoi uscire e poi rientrare (anche se i biglietti in prevendita sono nominali).
– Mancanza di sconti o promozioni delle grandi CE
– Il costo esorbitante per una bottiglietta d’acqua

LA FIERA DEL LIBRO USATO

Pochi sono gli eventi che aspetto e che non mi perdo neanche un anno. Uno di questi è la fiera del libro usato a Milano.

Il passato sabato (20 gennaio), infatti, sono approdata in via Tortona per perdermi fra i libri usati e fuori commercio. Non scrivo “antichi” solo perché quelli non posso permettermeli e devo limitarmi a guardarli.
Da quello che ho capito, quest’anno l’evento è stato identificato come “Salone della Cultura” perché accorpata all’evento omonimo. È stato l’anno dei cambiamenti – più del solito, visto che in principio la facevano molto più vicino a casa mia – perché, oltre al nome, quest’anno ci ha sorpresi con un ingresso a pagamento (5 €) e con qualche laboratorio che era proprio del Salone della Cultura. Non ho partecipato a questi ultimi, perché ho appena le energie per girare tutta la fiera senza crollare come una bimba, ma non mi ha infastidito troppo pagare l’ingresso, visto il prezzo irrisorio. Certo, non so quanto possano dire lo stesso i commercianti, che magari si sono ritrovati con meno clientela e con persone che non solo dovevano pagare gli acquisti, ma anche l’ingresso, con conseguente, possibile cattivo umore.…

Non ero alla ricerca di un libro particolare, perché vado per lasciarmi ispirare da amori improvvisi con qualche titolo, ma devo dire che non è stato un anno ricco per il mio bottino. Ho acquistato libri che avrei potuto trovare tutto l’anno in qualche libreria specializzata in libri usati (non sono poi “così” fuori commercio e ho la fortuna di vivere in una città che conta una quantità spropositata di Libraccio) e perfino un libro nuovo.
Perché andare, quindi?

Beh, prima di tutto per sbirciare i libri antichi di cui ho parlato all’inizio. Sono belli a dir poco, uno spettacolo che non capita spesso; per immergersi in un’atmosfera fatta solo di libri, libri e libri, poi; per trovare qualche prodotto “collaterale” di difficile reperibilità come poster di vecchi film, fumetti e manga fuori commercio; infine per dare un’occhiata a tutta la parte di salone dedicata ai piccoli editori che si occupano di scrittori emergenti o di pubblicazioni particolari.
Una menzione speciale a due case editrici: la Hypnos, di cui abbiamo in casa praticamente ogni pubblicazione e che raccomando a tutti gli appassionati di letteratura weird e fantastica, e la DarkZone, che ha un gruppo molto attivo su facebook e fa dell’ottima pubblicità ai suoi autori.
Potrei sfinirvi di infiniti dettagli su quello che ho fatto (ottime piadine, pessimo caffè) e che non sono riuscita a fare (girare tutte le piccole case editrici), ma vi lascio con questo resoconto essenziale.

(Vi ricordo che mi trovate su instagram per restare aggiornati sulle mie esperienze in ambito di lettura e di scrittura!)