LE NEVI DI FEBBRAIO

Nevica.
Ora che ci siamo tolti di torno le formalità, arriviamo ai preferiti di febbraio.
Rispetto al suo predecessore, questo mese ha deciso di volarmi sotto gli occhi e no, non è colpa dei giorni in meno, ma di qualche strano episodio futuristico che ha avuto ripercussioni sul tempo, ne sono certa.

Con marzo si aprono per me tante attività interessanti, come la decisione di far approdare il mio lavoro grafico e artistico anche su facebook (molto presto) e la promozione del nuovo romanzo breve che ho in programma di pubblicare (se interessati, troverete gli aggiornamenti sulla mia pagina). Inoltre, marzo sarà il mese di Tempo di Libri, del Cartoomics e del mio compleanno… grandi celebrazioni, ecco.
Quindi è il caso di guardarsi indietro e fare un po’ il punto.

LIBRI
Ne ho parlato fino alla nausea (per gli altri), ma è stato IL LIBRO di questo mese e, probabilmente, uno fra i miei preferiti in assoluto: Le ferite originali” di Eleonora C. Caruso.

L’ho commentato su YouTube e su Goodreads, l’ho condiviso su Instagram, ho invaso il web con ogni mezzo a mia disposizione fino a spingere un buon numero di persone a leggerlo (io consiglio, non impongo mai, ma so essere subdola e machiavellica fino a convincere la gente che leggere un libro sia stata del tutto una loro idea).
Perché questo romanzo è bello e merita di essere letto. Punto.

FILM
Questo mese, recuperone di due film protagonisti degli oscar, ossia “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “La forma dell’acqua“. Li ho amati entrambi, per motivi ovviamente molto diversi.

Il primo è duro, straziante, ma a tratti anche grottesco; ritrae l’America ristretta delle piccole cittadine e lo fa con una protagonista difficile da digerire, circondata da una varietà di personaggi altrettanto stratificati, per una storia che non lascia spazio a nessun tipo di edulcorazione.

Il secondo è una fiaba dei sensi, una storia d’amore che è anche un’ode al “diverso”, all’inusuale, all’isolato. Non si risparmia i suoi momenti crudi, sanguinosi, atroci, perché la vita è anche questo, ma resta un film sognante nel suo insieme. Si galleggia per tutto il tempo nei colori, nei suoni e perfino negli odori. E si versa qualche lacrimuccia, se si è come me e si ha il pianto facile.

SERIE TV
A febbraio io mi sono innamorata e non è stato merito di San Valentino, ma di “Altered Carbon”.

Questa serie racchiude alcuni dei temi trattati nei contesti fantascientifici che più amo: l’immortalità e tutte le questioni etiche, sociali e psicologiche che si porta dietro; le pulsioni umane che hanno modo di evolversi e – allo stesso tempo – di peggiorare grazie ai mezzi a disposizione; le intelligenze artificiali e il loro ruolo nella società (qui trattata collateralmente, ma presente, e tanto mi basta).
Tutto molto tradizionale, sembrerebbe. Eppure “Altered Carbon” lo fa con intelligenza, con durezza e con onestà, risultando vera e concreta nonostante la sua ambientazione. Ci si immerge in un mondo che è cambiato, ma che ha alcuni dei problemi del nostro mondo: i ricchi possono tutto, al di sopra di ogni limite imposto dalla legge o dalla morale, mentre i poveri si limitano a sopravvivere come possono. Ovviamente, ottima recitazione (ci si innamora di tutti i personaggi, nessuno escluso, perfino di quelli che si odiano) per un ottimo prodotto formale.
Punticino in più per i protagonisti, Kristin Ortega e Takeshi Kovacs sono fan-ta-sti-ci.

Sia per i film che per la serie, vi consiglio di bazzicare il canale YouTube di Flavia, che fa brevi recensioni con cui sono spesso d’accordo.

MUSICA
Sarò un po’ meno mainstream, questa volta, perché l’ultimo giorno del mese c’è stato il concerto di Obscura e Sepultura e non posso esimermi dal dedicare questo spazio dei preferiti a questo evento.

Ora, di musica sono molto meno esperta che di libri, chiariamoci, quindi spenderò solo due parole: gli Obscura sono incredibili ogni singola volta e non deludono mai; i Sepultura hanno fatto uno spettacolo incontenibile.
In tutto ciò, però, ho realizzato di non avere quasi più l’età per le prime file…

ARTE
Ho scoperto, in questi giorni, un’artista interessante che fa fotografie macabre e bellissime, incentrate di volta in volta su dettagli anatomici e insetti, su cicatrici e pelle, oppure su luoghi inquietanti in contrasto con pallidi corpi umani. Si chiama Elena Helfrecht e l’ho trovata per puro caso, visto che ero alla ricerca di corvi (il mio animale preferito, per chi si stesse domandando come trascorro i miei minuti liberi sul web).

Questo è quanto per questo mese.
Alla prossima!

FACCIAMO A PEZZI GENNAIO

Potevo chiamarlo “i preferiti di gennaio”, certo, ma non ho mai così tanta scelta da poter avere delle preferenze. Inoltre mi piaceva mantenere un’atmosfera quieta e tranquilla e questo titolo è perfetto per lo scopo.
Quindi ecco cos’ho combinato questo gennaio infinito.

LIBRI
Come sempre, sono lenta. Lenta come la morte, però, che impiega una vita ad arrivare, ma alla fine ce la fa. Infatti ho completato la lettura di una sola opera e vorrei potervene parlare, perché l’ho letteralmente amata, ma non è ancora stata pubblicata (sì, esatto, questo gennaio l’ho passato a betare). Vi consiglio semplicemente di restare aggiornati su quello che combina Angela Longobardi.

 

FILM
Come sapete o come potete scoprire facilmente qui, il film del mese è senza ombra di dubbio “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino, uscito il 25. Ho amato il libro tanto da farlo finire fra i preferiti letti l’anno scorso, e il film non è da meno. Consigliatissimo, manciate di stelline e di arcobaleni per lui.

 

SERIE TV
Gente, “The end of the F***ing world”, dico bene? Tutte le mie conoscenze ne hanno parlato con entusiasmo e, siccome ho solo conoscenze che sanno quello che dicono, non posso che confermare dopo averla guardata. Tratta temi che amo, certo, ma è anche scritta, recitata e girata benissimo. I due protagonisti sono fantastici, impossibile non amarli. Le puntate sono brevi, scorrono via una dopo l’altra al suono di “ancora una” e non deludono mai. Inoltre si finisce con i feels da tutte le parti…

MUSICA
Ok, lo ammetto, quando scrivo ascolto SOLO canzoni di una tristezza intollerabile. Questo è stato il mese di Sam Smith e del suo “Thrill of it all”. “Pray” e “Burning” le favorite del momento, meglio se accompagnate solo da pianoforte (ho un problema con le odierne basi sintetiche e sì, parlo come una vecchia).
Dal metal a questo con facilità disarmante, d’accordo?!

ARTE
Ho scoperto una ragazza fantastica: Leigh Ellexson.
Adoro, ADORO, il modo in cui usa inchiostri e acquerelli, come accosta i colori, il suo stile in generale.

Questo è quanto per ‘sto articolo inutile come poche cose, ma divertente da scrivere!
Alla prossima!!!